Il vincitore del Campiello incontra gli studenti del liceo di Roccapiemonte

di ANTONIO CORBISIERO
per La Città di Salerno

Il vincitore del Premio Campiello Marco Balzano incontra gli studenti del liceo scientifico “Rescigno” di Roccapiemonte, con la collaborazione delle associazioni “Fedora” e “Rosa Aliberti”, e del Circolo dei lettori di Cava de’ Tirreni. L’incontro si tiene venerdì dalle 9, il primo con un autore di prestigio, che avverrà nell’auditorium del liceo scientifico e nell’ambito del “Progetto lettura” con i docenti ed il dirigente scolastico del liceo. Balzano parlerà del suo romanzo “L’ultimo arrivato”, edito da Sellerio, che porta in primo piano temi di oggi di drammatica attualità. Introdurrà il dirigente scolastico Cinzia Lucia Guida. Animeranno il dibattito Gaetano Fimiani e Luca Badiali con i docenti referenti e gli alunni che hanno letto il libro.

Balzano-ultimo-arrivatoIl libro narra la storia di un bambino e di un viaggio, le avventure e le disavventure di un piccolo emigrante “con la testa piena di parole”. Negli anni Cinquanta a spostarsi dal Meridione al Nord in cerca di lavoro non erano solo uomini e donne pronti, ma anche bambini piccoli che mai si erano allontanati da casa.

Il romanzo di Balzano è la storia di uno di loro, di un piccolo emigrante, Ninetto, detto pelleossa, che abbandona la Sicilia e si reca a Milano.

Come racconta lui stesso, «non è che un picciriddu piglia e parte in quattro e quattr’otto. Prima mi hanno fatto venire a schifo tutte cose, ho collezionato litigate, digiuni, giornate di nervi impizzati, e solo dopo me ne sono andato via. Era la fine del ’59, avevo nove anni e uno a quell’età preferirebbe sempre il suo paese, anche se è un cesso di paese e niente affatto quello dei balocchi».

Ninetto parte e fugge, lascia dietro di sé una madre ridotta al silenzio e un padre che preferisce saperlo lontano ma con almeno una speranza di futuro.

Quando arriva a destinazione, davanti agli occhi di un bambino che non capisce più se è “picciriddu” o adulto si spalanca un nuovo mondo, la scoperta della vita e di sé.

Ad aiutarlo solo la memoria di lezioni scolastiche di qualche anno di elementari. Ninetto si getta in quella città sconosciuta con foga, cammina senza fermarsi, cerca, chiede, ottiene un lavoro. E tutto gli accade come per la prima volta, il viaggio

in treno o la corsa sul tram, l’avventurarsi per quartieri e periferie, scoprire la bellezza delle donne, incontrare nuovi amici, esporsi all’inganno di chi si credeva un compagno di strada, scivolare fatalmente in un gesto violento dalle conseguenze amare.