Gianluca Arrighi, l’estrema umanità in un testo “diabolico”.

Il Maestro del legal thriller italiano giunge per la prima volta al Sud Italia

Una sala ricca di anime alla ricerca della bella letteratura, un’Associazione che sa cosa significhi immergersi tra le pagine di un libro e un ospite emozionato che è cresciuto con la penna tra le mani.
E’ uno dei consueti appuntamenti letterari che da diversi mesi l’Associazione culturale FEDORA sta portando in campo a Roccapiemonte, a Palazzo Marciani. Quello del 23 Aprile ha visto partecipe non soltanto gran parte della cittadinanza, ma anche e soprattutto una personalità dalla profonda umanità, il maestro del legal thriller italiano Gianluca Arrighi.

Gianluca Arrighi e Luca Badiali.L’evento, moderato dall’estrema professionalità del Dott. Luca Badiali, ha confermato la convinta azione culturale di Fedora e la vocazione ad offrire al proprio territorio di appartenenza delle opportunità di riflessione critica, “E’ stato un onore per me e per tutta l’Associazione, nonché per il pubblico in sala, poter apprezzare la trascinante umanità di Arrighi, il suo senso della scrittura come ricostruzione minuziosa dei fatti e delle circostanze, non a caso stiamo parlando del maestro del legal thriller”, ha dichiarato il Presidente di Fedora, Gaetano Fimiani.
Protagonista della serata è stato soprattutto l’ultimo lavoro letterario dello scrittore, “L’Inganno della memoria”, edito da Edizioni Anordest, una sorta di testamento diabolico di un personaggio cui è stata concessa una seconda possibilità, come accade per qualsiasi essere umano capace di apprezzare il significato della parola redenzione.
Arrighi, giunto al Sud per la prima volta nella sua vita, non si era mai spostato più in basso di Roma, regala al territorio di Roccapiemonte un grande incontro, ricco di ricordi e promesse future, “Tornerò sicuramente qui per il mio prossimo lavoro editoriale”, ha affermato entusiasta, assaporando gli applausi calorosi che giungevano inaspettati alle sue orecchie.Gianluca Arrighi e lo staff di Fedora
Dalla sua prima pubblicazione, “Crimina romana” del 2009, scelto anche come testo di educazione alla legalità dall’allora Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, per alcuni licei della Capitale, passando per “Vincolo di Sangue”, rimasto per sei mesi in classifica nella top ten dei libri più venduti, fino a giungere a “L’inganno della memoria”, Arrighi continua a dimostrare un’estrema capacità narrativa soprattutto per ciò che riguarda la componente psicologica dei suoi personaggi, che cresce saggiamente come propri figli, fino a lasciarli andare verso un futuro che scelgono da sé, “Son pensieri che si fanno parole e iniziano a rompere i fogli bianchi, ed è così che la storia prende vita, ogni volta sembra quasi una magia”.
Anche con quest’ultimo lavoro letterario, lo scrittore non dimentica la sua natura professionale, trasformando in scrittura quella che in realtà è la sua usuale attività lavorativa, quella di avvocato penalista. Gianluca Arrighi.Elia Preziosi, protagonista indiscusso del testo, infatti, è un pubblico ministero con un glorioso passato da avvocato alle spalle, posto dinanzi all’eterna scelta tra bene e male ha esitato per un attimo e adesso sconta la sua pena di magistrato inquirente. Muovendosi tra le strade affollate della Capitale, che di notte si trasforma in un silenzioso e saggio cimitero, Elia è come se riuscisse a sentire le urla di dolore provenienti dai tutti quei casi che hanno scontato la pena all’interno della Città Giudiziaria.
In un’unica serata Arrighi è riuscito a mostrare la sua natura di uomo e scrittore, a far comprendere al pubblico in sala cosa significhi lavorare in un tribunale, senza confondere con un linguaggio ricco di tecnicismi, ma esprimendosi con una dolcissima sobrietà.
Distruggendo i modelli esistenti del genere con una struttura romanzesca da far invidia ai tanti, Gianluca Arrighi si conferma maestro del legal thriller e saluta il territorio campano con la promessa di ritornare in futuro, per la sua seconda volta, con un caldo, familiare e riconoscente sorriso

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