Il cinema antropomorfico di Visconti

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Da molti considerato il film che inaugura la stagione del neorealismo, Ossessione rappresenta una delle punte di diamante della cinematografia italiana (oserei dire occidentale) del secolo scorso. La visione di fondo del regista, su cui si regge l’impianto narrativo e stilistico del film, viene non a torto definita “letteraria”; ed è Visconti stesso a spiegarcela:

“L’esperienza fatta mi ha soprattutto insegnato che il peso dell’essere umano, la sua presenza, è la sola “cosa” che veramente colmi il fotogramma, che l’ambiente è da lui creato, dalla sua vivente presenza, e che dalle passioni che lo agitano questo acquista verità e rilievo; mentre anche la sua momentanea assenza dal rettangolo luminoso ricondurrà ogni cosa a un aspetto di non animata natura.

Il più umile gesto dell’uomo, il suo passo, le sue esitazioni e i suoi impulsi da soli danno poesia e vibrazioni alle cose che li circondano e nelle quali si inquadrano. Ogni diversa soluzione del problema mi sembrerà sempre un attentato alla realtà così come essa si svolge davanti ai nostri occhi: fatta dagli uomini e da essi modificata continuamente”

L. Visconti, Cinema antropomorfico, 25 ottobre 1943
Qui l’articolo intero:  http://www.luchinovisconti.net/visconti_al/cinema_antropomorfico.htm

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