Memorie “fedoriane” di Gianluca Arrighi

Quando Luca Badiali mi ha chiesto di presentare “L’inganno della memoria” a Roccapiemonte, non conoscevo né la città né l’associazione “Fedora”.

Luca ed io ci “rincorrevamo” già da un po’, quindi ho accettato volentieri l’invito.

Mentre ero in viaggio da Roma, mi chiedevo quante persone, in una così piccola città, avrebbero deciso di partecipare all’evento.

Poche, immaginavo.

Per di più, il giorno della presentazione, imperversava il maltempo.

Chi sarebbe uscito appositamente di casa per venire a conoscere me?

Con questa domanda che ancora mi frullava nella testa, sono entrato nella Sala Convegni di Palazzo Marciani.

Non avevo ancora presentato i miei libri nel Sud Italia, ma non poteva esserci “esordio” migliore.

Oltre alla piacevolissima sorpresa di trovare una sala gremita all’inverosimile di lettori, ciò che più mi è rimasto nel cuore sono stati il calore e l’affetto delle persone.

Ho poi avuto la fortuna di conoscere Gaetano Fimiani, Antonio Pisano e Orlando Di Marino, tre amici da una vita che hanno avuto il coraggio di investire nella cultura fondando l’associazione “Fedora”.

I tre “ragazzi” sono un professore di latino, un avvocato e un architetto che dedicano parte della loro vita ai libri, alla storia e all’arte. Meraviglioso.

E’ stato molto bello incontrarli anche perché, senza di loro, non avrei mai assaggiato l’incredibile e succulenta pizza “pistacchi e bufala” e le leggendarie zeppole, servite ancora calde.

Era il 23 aprile scorso quando il mio amico Luca ed io abbiamo presentato “L’inganno della memoria” a Roccapiemonte.

Da allora sono trascorsi solo pochi giorni, ma “Fedora” sembra che mi abbia portato fortuna.

Il romanzo, infatti, è entrato in classifica rivelandosi il legal thriller italiano più venduto.

Proprio ieri, leggendo il mio nome, unico italiano, accanto a quello dei mostri sacri americani della letteratura di genere, ho provato un tuffo al cuore.

Sono cresciuto “divorando” autori come Richard Patterson e John Grisham e adesso mi vedo lì, accanto a loro. Pazzesco.

Non credo mi abituerò mai alla cosiddetta fama, anche se indubbiamente è fonte di gioia e soddisfazione.

Mi crea ancora imbarazzo essere riconosciuto, posare per le foto con i lettori e autografare le copie dei miei libri.

In ogni caso il successo è qualcosa di effimero, come arriva può sparire in un baleno.

Gli amici, invece, come Luca, Gaetano, Antonio e Orlando durano per sempre.

Gianluca Arrighi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

unisciti agli altri: