Diario del lettore

Che cosa significa leggere? Cosa ci spinge ai libri? Cosa proviamo quando leggiamo?  Non ci sono risposte giuste o sbagliate a queste domande, perché ognuno vive un rapporto diverso e unico con la lettura. In questa rubrica proveremo a raccontare le varie sfaccettature che caratterizzano l’esperienza di lettura  cercando di definire e mappare il tipo di sensazioni che suscita un buon libro.

di Antonia De Martino

Lettore #2

Come fai a leggere? Non ti scocci?


È probabilmente la domanda che viene posta più frequentemente a noi lettori. Risponderò io a nome di tutti noi: no, leggere non ci annoia, anzi ora vi dirò di più…


Non sono una di quelle lettrici che hanno iniziato a leggere da bambine, io preferivo giocare con le bambole, guardare la tv o andare al parco. Mi ci è voluto tempo ad innamorarmi dei libri e devo ringraziare uno di quei tanti progetti di lettura a scuola che, purtroppo, non sono ben visti dai ragazzi. In particolare, il libro che mi ha catapultata completamente in un mondo nuovo e mi ha fatta innamorare della lettura è stato Il treno dei bambini di Viola Ardone. Come dimenticarlo? È stato il primo libro che ho divorato in soli pochi giorni e che ormai ha letto anche tutta la mia famiglia, sotto mio consiglio. Posso dire che da quel momento leggere per me è diventata una valvola di sfogo, quasi un rifugio quando non volevo pensare a tutto ciò che mi passasse per la testa. Lettori non ci si nasce per forza, ma ci si può diventare, scoprendo un libro in particolare, una citazione, un episodio casuale.

Mi ha sempre affascinata la concezione che ognuno di noi ha del tempo, per alcuni un attimo sembra durare per sempre, per altri passa incontrollato. “La mela la lasciai avvizzire sulla mia scrivania, nella casa di Derna. Non volevo mangiarla per tenere vivo il tuo ricordo, poi un giorno non la trovai più. E’ successo di nuovo: ho lasciato che il tempo passasse e adesso è tardi.” Questa è una delle frasi sottolineate (si, sottolineo sui libri) ne Il treno dei bambini. Mi sono specchiata nel personaggio e insieme a lui ho capito che il tempo scorre inesorabile tra le nostre dita, come quando vogliamo raccogliere la sabbia e i granelli ci sfuggono, che non possiamo fermarlo, mandarlo indietro o avanti, ma semplicemente imparare a stare al suo passo.

La lettura mi ha fatto scoprire nuovi interessi su argomenti che mai avrei avvicinato in altre situazioni, mi ha aiutato a sviluppare il mio spirito critico e ha risvegliato in me la curiosità, portandomi a fare domande su domande. È una porta aperta che ci può catapultare in tutti posti che vogliamo e anche in luoghi che nemmeno immaginiamo che possano esistere. Ogni libro, infatti, è un mondo a sé, attraverso cui possiamo viaggiare senza nemmeno muoverci fisicamente. La lettura è ciò che mi lega a mio padre, forse è anche un po’ il motivo per cui le sono così legata. Parliamo spesso di libri, come se fosse un linguaggio solo nostro. Ci piace condividere quelli che ci sono piaciuti di più, quelli che ci sono piaciuti di meno, decidiamo qualche leggere insieme, scopriamo tutte le novità in uscita.

Vorrei concludere citandovi una frase, letta un po’ di tempo fa, ma che continua ad accompagnarmi e spero sia per voi un invito da parte mia ad entrare a far parte di questo nostro mondo: “Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto uno strumento ottico offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso”.

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