Il ladro di quaderni: una storia moderna

di Ludovica Stasi

Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, Il ladro di quaderni racconta la storia di Davide, il figlio del guardiano di maiali di Tora e Piccilli, un paese vicino Caserta, preso di mira da tutti i ragazzi del paese perché zoppo dalla nascita. Il problema alla sua gamba lo rende insicuro, si sente brutto e l’unico luogo dove riesce ad imporre la sua personalità e la sua forza è il porcile. Davide, in realtà, è un sognatore: sogna un futuro con Teresa, la giovane figlia del proprietario della corderia del paese, sogna di poter visitare i posti del mondo dove lei passa tutte le estati, e sogna di imparare a leggere e a scrivere. Quando a Tora e Piccilli vengono inviati trentotto ebrei, Davide tra tutti nota subito Nicolas, un ragazzo dotato di una bellezza misteriosa e disarmante, che sembra la proiezione di ciò che lui ha sempre voluto essere. Davide prova subito un forte interesse verso Nicolas e, seppur all’inizio cerchi di reprimerlo, presto si renderà conto che il loro incontro stravolgerà totalmente i loro destini e che le loro vite si intrecceranno indelebilmente. 

Nicolas fu il primo a uscire nel sole di metà settembre che quel giorno era bianco e potente. Indossava una camicia marrone e dei pantaloni scuri, e quando i raggi lo colpirono in pieno volto si protesse gli occhi con la mano. Ricordo la lentezza del movimento del braccio, le falangi prima serrate, poi dischiuse per filtrare una luce più contenuta, la camicia che scendeva sullo sterno ampio e liscio. Non avevo mai visto un ragazzo più bello. Il pensiero mi sembrò inammissibile per una serie di motivi, uno più pressante dell’altro: era un maschio e stavo facendo apprezzamenti che lo riguardavano, era un ebreo che era stato confinato dai fascisti, e loro sapevano sempre cosa fosse buono per noi.”

L’incontro con Nicolas per Davide rappresenta un primo affaccio alla vita che esisteva al di fuori di Tora e Piccilli: grazie a lui e suo padre Gioacchino, Davide ha l’opportunità di imparare a leggere, a scrivere, di approdare a Napoli e diventare attore. Soprattutto, però, Nicolas insegna a Davide ad amare profondamente. Gli insegna un amore che nemmeno il successo, la vita in città o il rimpianto riusciranno mai a cancellare e lui lo porterà con sé fino al suo ritorno a Tora e Piccilli. 

Il romanzo di Solla è un crescendo di esperienze ed emozioni che nel corso della lettura travolgono i personaggi quanto il lettore. Il rapporto ambivalente con Nicolas, l’idealizzazione di Teresa, gli spettacoli teatrali che ripercorrono di tanto in tanto la vecchia vita da guardiano di maiale di Davide a Tora sono gli elementi che più colpiscono durante la lettura. A questi si aggiungono le descrizioni di Tora e Piccilli e di Napoli, che mostrano due lati di una stessa medaglia: un intero paese distrutto dalla guerra. Gianni Solla con questo romanzo ci racconta una storia di resistenza, di accoglienza dove i protagonisti non sono solo Davide e Nicolas, ma anche i Torani, che si sono opposti ai nazisti e che hanno dimostrato che non esiste diversità che non possa essere accolta e accettata. 

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