Recensione: La malnata, di Beatrice Salvioni

di Antonia De Martino

La malnata è il primo romanzo di Beatrice Salvioni, pubblicato con Einaudi nel 2023, oggi in corso di traduzione in tutto il mondo e in procinto di diventare una serie tv. 

Beatrice – ospite di Fedora lo scorso due dicembre – racconta che a nove anni ha messo calze e succo di mela in uno zaino ed è scappata in cerca di avventure. La fuga è durata fino al cancello di casa, ma da allora ha iniziato a scrivere storie.

E forse è proprio da una di queste “fughe della mente” che ha dato vita a La malnata.

È il 1936, siamo a Monza e Francesca riporta in prima persona la storia che ha condotto due ragazzine a tentare di nascondere il cadavere di un uomo. Lei è una dodicenne di famiglia borghese che ogni giorno spia dal ponte una ragazza che gioca assieme ai maschi nel fiume, i piedi nudi e la gonna sollevata da cui si riescono a vedere le gambe graffiate e sporche di fango. Il suo sogno è di diventare sua amica, nonostante il disprezzo di tutta la città che la considera una che scaglia maledizioni, una  Sarà il furto delle ciliegie, la sua prima bugia, a farle diventare amiche.

“Dovevo sforzarmi per allontanare lo sguardo dai bambini giù al fiume, i bambini che non ero e che avevo sempre spiato. Ma quella domenica, per la prima volta, la Malnata mi fissò con i suoi occhi lucenti e neri. Poi fece un sorriso.”

È questo l’inizio di tutto, della storia di un’amicizia indissolubile che prende vita pagina dopo pagina. Sullo sfondo di una provincia padana oppressa dal controllo, dal sessismo e dalla violenza del Ventennio. questo toccante racconto di formazione, ci trasporta nelle vite di Francesca e Maddalena e nei loro due mondi diversi ma che in un modo o nell’altro si sono incontrati. 

Perché leggere La malnata

Perché è un romanzo avvincente, coinvolgente, bello ed emozionante. 

Perché è un romanzo di formazione che racconta il percorso di crescita di Francesca e Maddalena toccando temi che risultano ancora attuali: la difficoltà di essere donne in un mondo sessista e maschilista, dominato dagli ideali del patriarcato e la profonda spaccatura tra il mondo borghese, che aderisce al fascismo per convenienza economica, e il mondo popolare che si oppone ad un regime che porta loro solo povertà. 

Leggere La malnata, per chi come me è appassionato di Storia, ci offrirà un singolare punto di vista, consentendoci di sbirciare nell’Italia fascista degli anni Trenta, attraverso gli occhi di due ragazzine.

I lettori monzesi non guarderanno più la loro città con gli stessi occhi e ogni volta che attraverseranno il Ponte dei Leoni, non potranno fare a meno di cercare con lo sguardo le tracce di quelle due ragazzine che tanto li hanno emozionati. 

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