Recensione: Sono tornato per te, di Lorenzo Marone

di Antonio De Simone

Sono tornato per te è un romanzo storico dal tono sentimentale ambientato durante il periodo fascista e durante la Seconda Guerra Mondiale. Il protagonista, Cono, è un giovane che vive nel Vallo di Diano, innamorato di Serenella, sua compaesana, che lo ricambia. Perché mai leggere questo libro? Offro due risposte. La prima ragione: perché il narratore ci accompagna nella storia facendoci vivere i momenti salienti della vita dei due giovani innamorati. Cono dovrà affrontare i soprusi contro la sua proprietà, la separazione dalla famiglia, le angherie fasciste, le crudeltà disumane del campo di concentramento nazista, e in esso un torneo di pugilato; anche quando starà per mollare, la fede ritrovata nei corpi martoriati, l’umile dignità contadina che si piega ma non si spezza mai e il pensiero di tornare al suo paese natale e dall’amata Serenella lo terranno in vita, lo sproneranno ad andare avanti, a fare a pugni per sopravvivere, certo, ma anche per superare il difetto fatale dell’orgoglio. Cono dovrà accettare che a volte perdere vuol dire vincere, perché avere salva la vita conta molto più dei trionfi ottenuti in moti di rabbia. Ed ecco la seconda ragione: ci sono molti personaggi secondari interessanti, quali Vito, inseparabile amico d’infanzia di Cono, e Romano, arrogante figlio del podestà fascista. I personaggi sono ben caratterizzati, si distinguono in modo abbastanza netto l’uno dall’altro. Buoni anche i dialoghi, con una coloritura dialettale ben dosata, che calza bene e non pesa mai. La ricostruzione storica è credibile perché supportata da un buon lavoro di documentazione storica sui lager e sul periodo fascista. Anche il viaggio dell’eroe è ben fatto: solo vincendo la rabbia e l’orgoglio Cono riesce a tornare a casa e a sposare Serenella.

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