La Cultura come Cura: Fedora incontra Maria Grazia Calandrone

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Di mia madre, ho soltanto due foto in bianco e nero.
Oltre, naturalmente, alla mia stessa vita e a qualche memoria biologica, che non sono certa di saper distinguere dalla suggestione e dal mito.
Scrivo questo libro perché mia madre diventi reale.
Scrivo questo libro per strappare alla terra l’odore di mia madre.

Carissimi amici e soci di Fedora,

il terzo appuntamento del nuovo ciclo della nostra associazione si muove sempre nel solco della condivisione dei percorsi e dei messaggi che vincono l’oscurità e la mediocrità del tempo che stiamo attraversando.

I nostri gruppi di lettura, in cui il piacere e la curiosità della scoperta dei nuovi autori diventano occasione di sviluppo di capacità critiche, dimostrano sempre di più che Fedora è il luogo di elezione della cultura come cura, uno spazio in cui si può cogliere la pienezza dei rapporti tra le persone.

E di autenticità e poesia di vita ci parlerà l’autrice che avremo ospite, tra le più rilevanti personalità che abbiamo mai ospitato.

Maria Grazia Calandrone, con Dove non mi hai portata, ci regala un libro che ci parla della forza della letteratura di far risplendere la luce dove per troppo tempo ci sono state le tenebre. Nello stesso tempo, sa offrirci uno spaccato di un’Italia, quella del 1965, e della provincia povera e desolata del Molise, in cui la condizione della donna era ancora di totale sottomissione ai pregiudizi e agli stereotipi. La prosa alata e suggestiva dell’autrice rende ragione dell’amore della madre e la spinge a ricostruire un mosaico di affetti perduti.

Siamo certi non vogliate perdervi una serata di eccezionale qualità estetica e culturale e vi annunciamo che

Sabato 25 febbraio 2023

Alle ore 17: 30

Presso

AUDITORIUM GIUSEPPE DE ANGELIS

DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “MONS. M. VASSALLUZZO”

VIA PEGNO, 3 – ROCCAPIEMONTE

Maria Grazia Calandrone

PRESENTA

Dove non mi hai portata

Edizioni Einaudi

INTRODUCE

GAETANO FIMIANI PRESIDENTE DI FEDORA

SALUTANO

CARMINE PAGANO SINDACO DI ROCCAPIEMONTE

ANNABELLA FERRENTINO ASSESSORE ALLA CULTURA

ANNA DE SIMONE DIRIGENTE SCOLASTICO ISTITUTO COMPRENSIVO MONS. MARIO VASSALLUZZO- ROCCAPIEMONTE

PRESENTA E MODERA

PINA VIVIANO – ASSOCIAZIONE FEDORA

L’AUTRICE E’IN DIALOGO CON GLI STUDENTI DEI GRUPPI DI LETTURA DELLE SCUOLE DEL TERRITORIO.

Di seguito la sinossi del libro e la biografia dell’autrice

1965. Un uomo e una donna, dopo aver abbandonato nel parco di Villa Borghese la figlia di otto mesi, compiono un gesto estremo. 2021. Quella bambina abbandonata era Maria Grazia Calandrone. Decisa a scoprire la verità, torna nei luoghi in cui sua madre ha vissuto, sofferto, lavorato e amato. E indagando sul passato illumina di una luce nuova la sua vita. “Dove non mi hai portata” è un libro intimo eppure pubblico, profondamente emozionante e insieme lucidissimo. Attraversando lo specchio del tempo, racconta una scheggia di storia d’Italia e le vite interrotte delle donne. Ma è anche un’indagine sentimentale che non lascia scampo a nessuno, neppure a chi legge. Quando Lucia e Giuseppe arrivano a Roma è l’estate del 1965. Hanno con sé la figlia di otto mesi, sono innamorati, ma non riescono a liberarsi dall’inquietudine che prova chi è braccato. Perché Lucia è fuggita da un marito violento che era stata costretta a sposare e che la umiliava ogni giorno, e ha tentato di costruirsi una nuova vita proprio insieme a Giuseppe. Per la legge dell’epoca, però, la donna si è macchiata di gravi reati: relazione adulterina e abbandono del tetto coniugale. Prima di scivolare nelle acque del Tevere in circostanze misteriose, la coppia lascia la bambina su un prato di Villa Borghese, confidando nel fatto che qualcuno si prenderà cura di lei. Più di cinquant’anni dopo quella bambina, a sua volta diventata madre, si mette in viaggio per ricostruire quello che è davvero successo ai suoi genitori.

Maria Grazia Calandrone è poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga, artista visiva, autrice e conduttrice per la Rai. Scrive per il “Corriere della Sera” e tiene laboratori di poesia nelle scuole e nelle carceri. La sua ultima opera, “Splendi come vita” (Ponte alle Grazie, 2021), entrata nella dozzina del Premio Strega, affrontava il difficile rapporto con la madre adottiva. Con il suo nuovo romanzo, “Dove non mi hai portata “(Einaudi, 2022), esplora un nodo se possibile ancora più intimo e complesso.

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